Economia del Bitcoin

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Il bitcoin (Bitcoin, ฿) è una criptovaluta decentralizzata sperimentale che permette di effettuare pagamenti istantanei in tutto il mondo. Questo sistema utilizza la tecnologia «da pari a pari», o peer-to-peer (p2p). Inoltre essa non è influenzata né dalla situazione del mercato valutario, né da un ente centrale, ma l’intera gestione delle transazioni e l’emissione di moneta avviene collettivamente in rete.

La moneta comunemente intesa[modifica]

Anna vuole comprare beni realizzati a mano e messi in vendita da Marco. Da parte sua, dovrà dargli qualcosa di valore pari a quello della merce di Marco, poiché questi ha impiegato alcuni giorni per realizzare il prodotto. Il baratto in questo caso non è adatto, poiché fa sorgere difficoltà circa la determinazione del valore. Al contrario, la moneta facilita lo scambio commerciale.

Cosa fa dunque Anna? Apparentemente, trasferisce una somma di denaro dalla sua carta conto sul conto corrente di Marco. Se si guarda più nel dettaglio, le cose stanno così: prima di aprire un conto, Anna ha firmato un contratto con la banca e ogni anno deve pagare delle spese di gestione. In questo modo la banca sa sempre dove, quanto e come Anna spende il suo denaro, e per fare ciò riceve un contributo in qualità di tassa di gestione. In effetti, le banche sono state create anche per tracciare e monitorare le transazioni dei cittadini, e se necessario fornire informazioni reddituali alle strutture statali.

Questo sistema presenta una serie di difetti:

  • E’ costoso – la tassa annuale di gestione del conto o della carta puo’ arrivare a 75 euro all’anno. Inoltre potreste dover pagare alla banca una percentuale per ogni transazione.
  • E’ lento – il completamento della procedura di conferma della transazione, il blocco dei fondi e il loro addebito richiede circa 3 settimane.
  • E’ trasparente – la maggior parte delle transazioni non sono anonime, per cui i conti possono essere congelati o sanzionati.
  • E’ selettivo – a varie persone fisiche è stata preclusa la possibilità di utilizzare sistemi di pagamento bancari come VISA, Mastercard, PayPal e altri.

La moneta così com’è intesa da Bitcoin[modifica]

I bitcoin hanno valore e la loro quantità è limitata. Si puo’ paragonare questa criptovaluta all’oro: estrarlo è difficile, per questo il suo valore è alto. E’ impossibile riprodurlo o clonarlo, proprio come i bitcoin: questi non sono gestiti da organi di potere centrali, non possono essere congelati o sanzionati, si possono utilizzare come una comune valuta. Il bitcoin è una moneta elettronica, e non un un debito dell’emittente: in ciò sta la differenza significativa rispetto ai tradizionali pagamenti virtuali o al denaro elettronico. Non si deprezzano a causa della politica della Banca centrale del proprio Paese o di altri, come è successo recentemente con il dollaro, l’euro e, negli anni ‘90, con il rublo, poiché tutte le transazioni avvengono senza un centro di emissione.

Economia del Bitcoin[modifica]

Creazione di bitcoin[modifica]

L’emissione di bitcoin, come anche quella di altre valute, è sottoposta a restrizioni; tuttavia, l’emissione avviene in modo distribuito all’interno della rete. Il processo di estrazione delle monete è lento e deve attraversare una lunga catena di conferme. Perché è così lento? Per non svalutare la moneta, è stata introdotta la funzione di velocità di estrazione di bitcoin in base al tempo. Questa funzione è inversamente proporzionale, il che implica una graduale diminuzione della velocità e la sua tendenza allo zero. Ogni 4 anni il volume di bitcoin che è possibile estrarre diminuisce del 50%. In questo modo, diventa chiaro che alla fine vi saranno solo 21 milioni di bitcoin che potranno essere utilizzati per il pagamento di beni o servizi.

Come vengono emesse le monete? Il procedimento di estrazione di monete bitcoin viene chiamato «mining» (termine inglese per “estrazione mineraria”). Per fare ciò si utilizza un software a codice sorgente aperto che viene installato sul computer dell’utente. Con l’ausilio del protocollo di rete i client-portafogli eseguiti su un gran numero di computer si collegano a una rete decentralizzata. La generazione di nuove monete dipende interamente dalla capacità di calcolo del computer utilizzato per la costruzione dei blocchi. Gli utenti-miner registrano tutte le transazioni nel database distribuito Bitcoin, confermandone l’autenticità. Per questo ricevono una ricompensa sotto forma di bitcoin appena emessi.

Ogni 10 minuti, nel sistema compaiono pacchetti di bticoin (blocchi). Il loro numero in tali pacchetti viene dimezzato ogni 4 anni: nel 2008 la ricompensa per il mining era di 50 BTC, mentre dal 28 novembre 2012 di 25 BTC. Questi bitcoin costituiscono anche il premio per la generazione del blocco. Secondo le previsioni, nel 2131 nel blocco 6.930.000 l’emissione sarà completamente arrestata, vale a dire che la ricompensa per la generazione di un blocco sarà pari a 0 monete. In tal caso la ricompensa per il contributo dato al funzionamento della rete passerà dall’emissione di nuovi bitcoin al ricevimento di commissioni per l’inclusione della transazione in un nuovo blocco. Attualmente alcune transazioni includono già una commissione, la quale è ricevuta dai miner, che l’includono nel blocco successivo. Le transazioni con commissione hanno una priorità più alta rispetto alle altre.

Transazioni[modifica]

I bitcoin possono essere inviati a qualsiasi partecipante al sistema; senza limiti, senza intermediari e organismi finanziari. Inoltre è possibile utilizzare non solo la moneta intera, ma anche le sue parti, divisibili fino all’ottava cifra decimale (0,00000001); questo numero è chiamato "satoshi" in onore del creatore di Bitcoin. Nel processo di trasferimento di una determinata somma da un utente ad un altro, viene creata una nuova transazione che contiene l’«hash» della precedente (in parole povere, la memoria di tutte le transazioni precedenti). Questa informazione viene inviata alla rete tramite un broadcast, dove i restanti nodi devono verificare la firma prima di iniziare l’elaborazione della transazione.

Tutte le transazioni sono di dominio pubblico e ogni utente puo’ visualizzarle. Al tempo stesso, i dati reali dei possessori di bicoin sono nascosti.

Il luogo dove vengono memorizzate le transazioni degli utenti è la catena dei blocchi o block chain, l’assegnazione dei quali avviene tramite JSON. Ogni blocco contiene una stringa alfanumerica con particolari proprietà, tra le quali la più importante è l’«hash», e la lista delle transazioni. In sostanza, in ogni blocco è racchiuso lo storico delle transazioni avvenute dal momento della creazione della rete Bitcoin.

Statistiche Bitcoin[modifica]

Ad aprile 2013, circa il 67% del totale della transazioni avveniva su Mt. Gox, una piattaforma di trading con sede in Giappone. Secondo dati aggiornati a febbraio 2014, tale piattaforma occupa il terzo posto sul mercato per volume commerciale.

Il bitcoin è accettato già da più di 100 fornitori per il pagamento di servizi di rete o beni materiali. I bitcoin vengono utilizzati attivamente anche a fini di beneficenza, per effettuare donazioni. E’ tendenza diffusa tra gli utenti chiamare le monete bitcoin "BTC".

Secondo i dati a febbraio 2014 il tasso di cambio del bitcoin era di $600 per 1 BTC.

Pagina correlate[modifica]